SCIATALGIA

Per sciatalgia s’intende identificare un dolore lungo la faccia posteriore dell’arto inferiore, che segue il decorso del nervo sciatico; spesso è associato a mal di schiena, in quella che viene definita lombosciatalgia.


COME SI MANIFESTA

Il dolore compare generalmente dopo uno sforzo o dopo episodi di lombalgia; può iniziare in maniera violenta o progressiva, e interessare parte o tutto l’arto inferiore. La sede del dolore dipende dalla localizzazione dell’ernia discale: se il disco danneggiato è quello compreso tra L4 e L5, la radice nervosa interessata è la L5, e il dolore è irradiato al gluteo, alla faccia postero-esterna della coscia, laterale della gamba e dorsale del piede fino all’alluce. Se invece il disco è quello tra L5 e S1, la radice interessata è la S1, e il dolore si irradia al gluteo, alla faccia posteriore della coscia, della gamba e a quella plantare del piede, fino alle ultime due dita.


Nelle forme ribelli alla terapia, o non ben curate, nelle fasi più avanzate al dolore possono associarsi dapprima alterazioni della sensibilità, formicolii, riduzione della sensibilità, quindi riduzione dei riflessi osteotendinei, infine progressiva riduzione del tono e della forza muscolare, fino ad arrivare alla paresi.

Così se è interessata la radice L5, si ha una progressiva difficoltà a camminare sui talloni (deficit dei muscoli tibiale anteriore, estensore comune delle dita, estensore proprio dell’alluce, peronieri, ecc.), mentre nel caso della radice S1 (oltre a una progressiva riduzione dei riflessi achilleo e plantare), la difficoltà sta nel camminare sulle punte (deficit dei muscoli tricipite surale, flessori delle dita, ecc.).


COSA FARE

Qualche tempo fa si credeva che l’unico rimedio efficace fosse il riposo a letto. Oggi si tende a ridurre lo stare a letto al minimo indispensabile e a curare la patologia inizialmente con farmaci antiinfiammatori, decontratturanti e analgesici, quindi con la fisioterapia (correnti antalgiche, ultrasuoni, calore).


Molto efficace è la cura con l’ ossigeno-ozono terapia, da effettuarsi anche in fase acuta, mentre una volta superata la fase più dolorosa è possibile associare anche la rieducazione posturale globale. L’ossigeno-ozono terapia ha il vantaggio di raggiungere in profondità le strutture infiammate (essendo un gas), e di esercitare su di esse una potente azione antiinfiammatoria. Nel caso dell’ernia discale, poi, l’azione del gas è addirittura risolutiva nel 70-80 % dei casi, perché spesso provoca la riduzione o la scomparsa dell’ernia stessa.
Nei casi particolarmente severi o ribelli alla terapia medica, sarà il neurochirurgo a valutare l’indicazione chirurgica

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